Confini teatrali a Schio

Dedalofurioso ha aderito al tema culturale proposto dal Comune di Schio per il 2016, dal titolo “Spazi di Confine”, e presenta il progetto “Guerre di confine”. In occasione della Grande Guerra ampliamo e rendiamo universale la riflessione sui temi che appartengono ad ogni conflitto bellico. Una guerra divide i popoli, li massacra, li sfinisce, li deruba del loro futuro ma allo stesso tempo li unisce nella sofferenza, nella fatica e nella speranza della pace. Il confine contrappone vite precarie che si trovano lì, una di fronte all’altra, per le stesse ragioni. Ecco dunque le due piéce teatrali Rico va alla guerra (il 15/7) e La guerra di Sc’vèik (il 29/7). È fondamentale ricordare ciò che è accaduto per non permettere che le nuove generazioni si lascino separare o cedano alla tentazione di usare la violenza per la soluzione di controversie o per fermare l’umanità. Abbiamo il dovere di parlare con linguaggi diversi , attraverso la cultura e il teatro.

Il progetto si è poi ampliato con la collaborazione del gruppo Lunaspina, che presenta il progetto di teatro musica Pane e Castagne il 30 giugno, e con la collaborazione con Fondazione Aida Verona che propone Parole Venete in punta di lingua l’8 luglio. Questo il programma proposto da Dedalofurioso:

 

venerdì 15 luglio, ore 21.15

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra (via G.B. Conte, 52 – Schio VI) / in caso di maltempo lo spettacolo avrà luogo presso il Lanificio Conte, piazza Alvise Conte 7 sempre a Schio. Ingresso unico: 6 €

Rico va alla guerra

I ragazzi del ‘99 hanno rappresentato almeno fino agli anni Sessanta il fiore della gioventù che per la Patria ha combattuto, si è sacrificato, immolato e ha vinto.
Anche prima c’erano stati ragazzi in guerra, ma dovendo eleggere dei campioni, gli ultimi diciassettenni andati al fronte sono stati la scelta naturale: i rappresentanti di un Paese giovane che costruiva la propria identità, finora incerta, sulle gesta eroiche di ragazzi che dal Piave son riusciti a ribaltare un conflitto che sembrava disperato. Eroi.
Ma le gesta degli eroi hanno anche un lato negativo: la retorica del fascismo ha usato i meriti dei ragazzi del ‘99 a proprio vantaggio per celebrare la nascita di una nazione nuova, di un impero. Ecco quindi che con l’entrata dell’Italia nel secondo conflitto mondiale, oltre ad affidare alla nuova gioventù le sorti della Patria, è stato del tutto naturale richiamare i ragazzi del ‘99 in servizio, la “vecchia” gioventù.

con Marco Artusi, Davide Peron, Roberto Dalla Vecchia e Carla Cavaliere
regia di Marco Artusi

 

venerdì 29 luglio, ore 21.15

Anfiteatro di Palazzo Toaldi Capra (via G.B. Conte, 52 – Schio VI) / in caso di maltempo lo spettacolo avrà luogo presso il Lanificio Conte, piazza Alvise Conte 7 sempre a Schio. Ingresso unico: 6 €

La guerra di Sc’vèik

Si può parlare della Prima Guerra Mondiale senza rievocare atrocità e drammi o, addirittura, con il sorriso sulle labbra? Il testo teatrale de “Il buon soldato Sc’vèik” riesce perfettamente a conciliare questo ossimoro composto da guerra e atrocità – leggerezza e sorriso: Una critica feroce alla guerra e al militarismo ottuso, una critica che si dipana a partire da un personaggio che talvolta ricorda Candido di Voltaire. Il buon soldato Sc’vèik è un “Candido” sui generis convinto che il suo sia “il migliore dei mondi possibili “. Non è nobile come Candido. Sc’vèik è un povero contadino che dalla sua ha la fortuna degli sciocchi. Il suo successo è dovuto proprio alla sua ingenuità che, unita ad una dose di ottimismo e di solidarietà umana, ne fanno il prototipo dei milioni di soldati travolti loro malgrado dalla carneficina della prima guerra mondiale.

Adattamento teatrale e regia: Armando Carrara
Ambienti sonori e grafica: Mauro Forlani
Interpreti: Armando Carrara, Mauro Forlani, Silvia Fracasso, Daniele Passarotti

 

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