Cineforum: “Fai bei sogni” di Massimo Gramellini diventa un film diretto da Marco Bellocchio

CHI È MARCO BELLOCCHIO

Nato a Bobbio nel 1939, esordisce nel 1965 con ‘I pugni in tasca’, potente dramma famigliare che si fa allegoria della nascente contestazione sessantottina. Negli anni gira una quantità di film e documentari, fra i quali ricordiamo i recenti ‘Buongiorno, notte’, ‘L’ora di religione’, ‘Vincere’ e ‘Bella addormentata’, tutti realizzati negli anni Duemila. Il suo nome resta però legato soprattutto a pellicole precedenti: oltre ai ‘Pugni in tasca’, anche ‘La Cina è vicina’ (1967, Leone d’argento per la regia al Festival di Venezia) e ‘La condanna’ (1991, Gran premio della Giuria al Festival di Berlino). Nel 2011 riceve il Leone d’Oro alla carriera dal Festival di Venezia.

LA TRAMA
Un bambino di nove anni perde improvvisamente la madre. Cresciuto e diventato un affermato giornalista, ancora non ha superato il trauma di quella perdita e ancora non ha davvero capito cosa è successo. Grazie all’aiuto di una donna, riuscirà ad affrontare i suoi demoni interiori e a scoprire la verità.

Trailer:

 

UNA STORIA VERA
‘Fai bei sogni’ è l’adattamento dell’omonimo romanzo autobiografico scritto dal giornalista Massimo Gramellini. Il film non si discosta particolarmente da quanto raccontato nel libro.

IL CAST
Il ruolo protagonista è affidato a Valerio Mastandrea, uno degli attori più talentuosi d’Italia quando si tratta di interpretare personaggi apparentemente quotidiani e in realtà animati da passioni enormi. Accanto a lui troviamo l’attrice argentina naturalizzata francese Bérénice Bejo e poi Fabrizio Gifuni, Roberto Herlitzka e Guido Caprino.

LE PAROLE DI MARCO BELLOCCHIO
“Questa storia mi ha molto coinvolto perché vi ritrovo tanti temi che ho affrontato spesso nei miei film precedenti: la famiglia, la mamma, il babbo, la casa dove si svolge la metà del film, la casa in epoche diverse, trent’anni almeno, nei quali l’Italia cambia radicalmente. E la vediamo l’Italia che cambia proprio anche dalle finestre di casa. E infine Roma, Sarajevo, Torino, l’Italia vista e vissuta da chi fa di mestiere il giornalista. E cosa significa essere giornalista, cronista della realtà, freddo testimone, o volerne invece diventare in qualche modo appassionato interprete, questo è un tema, una domanda a cui il film cercherà di rispondere”. (Quotidiano.net)

 

Intervista ai due portagonisti: Valerio Mastandrea e Bérénice Bejo

 

 

Massimo Gremellini ospite alle Invasioni Barbarcihe. L’intervista: