SOLO RH
di Vitaliano Trevisan
con Vitaliano Trevisan musica Roberto Dani scene Mirandolina Di Pietrantonio luci Filippo Scalzotto
Una grande casa sulle colline, nella casa una stanza, e nella stanza un uomo. Un evento traumatico -la morte, forse per suicidio, del suo giovane compagno, lo incatena e lo costringe a rivivere, in una perversa coazione a ripetere, gli eventi di quel tragico giorno. Non c'è schiavitù peggiore di quella in cui è il singolo a tenere se stesso. Poco importa che egli non voglia ricordare: la sua natura di scrittore lo costringe comunque a cercare e scrivere è cercare, e ogni cercare è ricordare, così che chi non sa, o non vuol sapere, risvegliando la sua memoria, da se stesso prende coscienza di ciò che sa. Ripercorrendo quel testo che egli stesso ha scritto sul muro, testo che illustra il suo tentativo di rimozione, egli si troverà a rivivere, per contrappasso, proprio quella memoria che così metodicamente ha cercato di cancellare.
Note di regia
Chi vuol fare qualcosa di interessante con un testo, non ha capito il testo, dice Stanisalvski. Precetto fondamentale, ma così spesso contraddetto, e colpevolmente dimenticato, da tanta regia contemporanea. Chi scrive è autore, non regista. Sarebbe perciò due volte in errore se cercasse di fare qualcosa di interessante con un testo che lui stesso ha scritto, e due volte non avrebbe capito. Dunque nessuna regia, solo una messa in scena, la cui particolarità, se ne esiste una, consiste in questo: portare il testo in scena fisicamente è in parte scritto sul muro, in parte disperso in vari libri e taccuini, anch'essi fisicamente presenti, a cui il testo "murale" continuamente rimanda. Infine RH, l'attore, due volte autore: in quanto attore, che sempre riscrive il testo sul palco, e in quanto interprete di chi quel testo, nella finzione scenica, ha scritto.
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