Il nuovo progetto di AlePop su Woodstock fino a settembre

Il nuovo progetto di AlePop su Woodstock fino a settembre

Sono passati 50 anni e quei “tre giorni di pace e musica” dell’agosto 1969 si sono trasformati in una sorta di festival ininterrotto. La musica “hippye” continua a circolare, a farsi ascoltare, a farsi amare da generazioni sempre nuove. #W08-69 racconta un po’ di avvenimenti successi attorno a quel mitico evento. Di pannello in pannello si potranno conoscere piccoli e oscuri episodi, retroscene, gossip.

Il festival in realtà non si fece a Woodstock, per il permesso negato agli organizzatori dall’amministrazione e dai cittadini, ma a Bethel una località che sorgeva a pochi chilo- metri. La realizzazione della kermesse la si deve a Max Yasgur. Un imprenditore agricolo che, in barba alle ostilità dei benpensanti locali, affittò le sue proprietà alla Woodstock Ventures per poter allestire il palco e le altre strutture necessarie.

L’esposizione presenta le scalette musicali di solisti e gruppi che si sono esibiti, corredate da brevi biografie e, per chi volesse connettersi a youtube grazie a dei QR code, da play list speci- fiche ascoltabili in tempo reale. Spazio anche al post Woodstock con gli epiloghi, non sempre felici, di molti dei suoi partecipanti.

Altre sezioni narrano dei poster preparati per l’evento da due grafici diversi; di un amore tra due giovani sbocciato, fotografato e diventato la copertina del 33 giri ufficiale del festival; di un libro illustrato che spiega ai bambini cosa è stato Woodstock; dei fumetti dei Freak Brothers che, attraverso vicende grottesche, hanno raccontato meglio di chiunque altro pregi e difetti della “hippye generation”.

Vi sarà una sintetica descrizione delle realtà culturali underground italiane che, utilizzando stampa e fumetti, tra il 1969 e il 1976, in un‘Italia conformista, divulgarono ideali e stili di vita emersi a Woodstock . Spicchi di cultura alternativa arrivarono anche allo Zecchino d’Oro 1969, nell’edizione trasmessa in Eurovisione, con la vittoria di “Tippy, coniglietto hippy”. Una parte specifica della mostra è dedicata anche a questo strano cortocircuito psichedelico.

#W08-69 affronta, inoltre, la fine della speranza della generazione hippye, descrivendo l’infausto festival di Altamont del dicembre ‘69. Evento, organizzato dai Rolling Stones alla fine del loro tour americano, dove la violenza crimina- le degli Hell’s Angels ebbe il sopravvento su pace e amore.

L’esposizione, ideata dal grafico e illustratore AlePop, è realizzata grazie alla collaborazione di Dedalofurioso e AgitKom. Dal 10 agosto 2019 sarà visitabile presso il Centro Arnaldi al Giardino Magico Busnelli.