Un affare di famiglia

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Cineforum Dueville 2018 2019 – prima parte

Cinema Teatro Busnelli

venerdì 16 novembre ore 15.30

(recupero della proiezione di giovedì, che era stata annullata causa guasto tecnico)

Un affare di famiglia

regia di Hirokazu Kore-Eda, drammatico, Giappone, 2018, 121′

Biglietti:  ingresso unico 3 euro

Trama

Dopo una delle loro sessioni di furtarelli nei negozi, Osamu (Lily Franky) e suo figlio s’imbattono in una ragazzina esposta al freddo e al gelo. Inizialmente riluttante a prenderla in casa, la moglie di Osamu accetta di prendersi cura di lei dopo essere stata messa a parte delle difficoltà che è stata costretta ad affrontare. Anche se la famiglia è povera, riuscendo a malapena a fare abbastanza soldi per sopravvivere attraverso i loro piccoli crimini, sembra che tutti riescano a vivere assieme sereni, fino a quando un incidente imprevisto rivela dei segreti che metteranno a dura prova il legame che li unisce.

Scheda del film:

  DATA USCITA: 13 settembre 2018

  GENERE: Drammatico

  ANNO: 2018

  REGIA: Hirokazu Kore-Eda

  ATTORI: Kirin Kiki, Lily Franky, Sôsuke Ikematsu, Mayu Matsuoka, Sakura Andô, Jyo Kairi, Kengo Kôra, Akira Emoto

  PAESE: Giappone

  DURATA: 121 Min

  DISTRIBUZIONE: BIM Distribuzione

Trailer

Critica

Un affare di famiglia (conosciuto anche come Shoplifters, e con il titolo originale Manbiki kazoku) è un film bello e importante, che dimostra come la cultura giapponese non si sia fermata alle asettiche ed esangui eleganze alla Haruki Murakami e alla Banana Yoshimoto, e che il suo cinema non è fatto solo di violenza yakuza e balletti di samurai, di ossessioni erotiche e videogiochi floreali (…) La grande tradizione di quella cinematografia è anzitutto di stampo umanistico, con autori geniali come Kurosawa, Mizoguchi, Ozu, Kinoshita e tanti altri. (…) Il regista ha dichiarato di essere stato influenzato dal cinema di Ken Loach, ma rispetto all’opera dell’inglese i suoi film sono meno compiaciuti e “populisti”, e insomma più crudeli. La forza del regista sta nella capacità di scriversi da solo i film, con abilità di sceneggiatore provetto, e di montarli da solo; sta anche nella sua abilità di dirigere gli attori, e in particolare i bambini. È impossibile non affezionarsi ai suoi protagonisti (…) Non sono convinto che i giurati di Cannes e i critici che dicono di aver amato questo film sappiano poi riportare nella loro esperienza (e nelle proprie convinzioni politiche o anche religiose) questo messaggio. Non sono convinto che Un affare di famiglia sia un capolavoro, e che sappia arrivare fino in fondo alle sue premesse. Resta un bel film perché ha capito e ha saputo raccontare con sincerità e intelligenza i comuni “miserabili” di oggi e la loro indispensabile “arte di arrangiarsi”, ma soprattutto l’immenso bisogno di tenerezza che reagisce all’egoismo e che è tanto più forte quanto più una società isola, rende soli: un bisogno frustrato da presunte regole sociali, che appartiene a ogni persona, bambina, adulta o vecchia che sia. Come diceva il nostro Saba, “tutto il mondo ha bisogno d’amicizia”, e questo viene prima di tutto.
Goffredo Fofi Internazionale

Un affare di famiglia rischia di essere il miglior film del 2018 (…) è un film che non nasce per vincere Cannes o per insegnare niente al mondo, ma per mostrare quanto sia difficile catturare la verità nei fatti che veniamo a sapere o ci sono raccontati, spiazzando e ribaltando i nostri pregiudizi. Non sarebbe stato difficile esagerare, usare ralenti e grandi musiche strappalacrime per raggiungere questo scopo, invece Un affare di famiglia dà l’impressione di non fare nulla per portare acqua al suo mulino. (…) Del resto Hirokazu Kore-Eda potrebbe aver conseguito un master in racconti di famiglia. È quello che fa da anni e nella sua filmografia ci sono titoli tanto sconosciuti quanto pazzeschi per come esplorano ogni volta famiglie diverse, armoniche e non, sempre con qualche mancanza ma che lottano in silenzio e con quiete per stare insieme (Like Father Like Son e Ritratto di famiglia con tempesta sono solo alcuni esempi). Proprio quando la trama si tende, i nodi vengono al pettine e il film giunge alla propria risoluzione, risulterà difficile per lo spettatore emettere un giudizio sui personaggi. (…)Ci vuole davvero un tocco lieve, leggero e la capacità di non enfatizzare nulla, lasciando che sia lo spettatore a cogliere tutto (ma aiutandolo di nascosto) per commuovere senza nessun evento clamoroso. Alla fine gli occhi diventano lucidi per l’emergere così evidente, indiscutibile e tangibile dei sentimenti basilari degli esseri umani, così limpidi e desiderabili, che non pare nemmeno merito del film. E invece lo è.
Gabriele Niola Wired

novembre 16 2018

Details

Date: 16 novembre
Time: 15:30
Cost: 3€
Categorie Evento: ,
Event Tags:

Venue

Cinema Teatro Busnelli

via Dante 30 Dueville, Vicenza 36031 Italia

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Phone:

0444 040716

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Organizzatore

Dedalofurioso
Phone: 3457079215
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