Loveless

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Cineforum Dueville

giovedì 15 febbraio ore 15.30 e 20.30

Cinema Teatro Busnelli, via Dante, 30 – Dueville (VI)

Loveless

Regia di Andrey Zvyagintsev – drammatico – Francia – 128′

Biglietti: 5 euro intero | 4 euro ridotto | giovedì pomeriggio solo 3 euro

Trama

Boris e Zhenya stanno divorziando. Litigano di continuo mentre fanno visitare il loro appartamento in vendita. Ognuno sta già preparando il proprio futuro: Boris fa coppia con una giovane donna incinta e Zhenya frequenta un uomo benestante che sembra pronto a sposarla. Nessuno dei due sembra occuparsi di Aliocha, il loro figlio dodicenne, finché il ragazzo non scompare…

Scheda del film

GENERE: Drammatico
ANNO: 2017
REGIA: Andrey Zvyagintsev
ATTORI: Maryana Spivak, Alexei Rozin, Matvey Novirok
PAESE: Francia
DURATA: 128 Min
DISTRIBUZIONE: Academy Two

Trailer

Critica:  Tre anni fa il regista russo Andrey Zvyagintsev conquistava ancora una volta il plauso della critica presente a Cannes con il magistrale Leviathan, un film ambizioso e imponente che raccontava un intero paese con rara lucidità. Con questo Loveless, nuovamente in concorso per la Palma d‘oro, sembra preferire in apparenza una storia più intima, una storia drammaticamente realistica e sincera in cui due genitori sull‘orlo del divorzio sono troppo presi dai loro litigi sempre più feroci e dai loro nuovi interessi amorosi per accorgersi di quanto il loro comportamento stia facendo male al loro figlio dodicenne. A casa Aleksey a malapena viene notato dalla madre e il padre sembra evitarlo accuratamente, incapace di dirgli la verità. Ma il bambino ascolta e subisce ogni discussione, ogni cattiveria, ogni colpo basso che i suoi genitori si infliggono ma che, inevitabilmente, finiscono per ferire soprattutto lui. In una scena potentissima e letteralmente agghiacciante, Zvyagintsev ci mostra gli effetti sempre più deleteri di questa rottura sul bambino e ci spiega con poche inquadrature e quasi nessuna battuta tutto quello che dobbiamo sapere su di lui: il primo ―senza amore‖ del titolo è proprio lui, il frutto innocente di un‘unione che si sta spezzando nel modo più rumoroso e doloroso possibile. Quando Aleksey improvvisamente sparisce, noi spettatori lo scopriamo molto prima dei suoi genitori: entrambi talmente proiettati verso le nuove loro vite – con un ricco e generoso divorziato lei, con una giovane e fragile ragazza incinta lui – non si accorgono che il figlio non è mai tornato a  casa, se non molte ore dopo. E la loro reazione fatta di rabbia, nuove accuse e nuove scuse per allontanare le responsabilità da cui cercano di sfuggire ad ogni modo, rendono il film davvero difficile da mandare giù. Possibile che viviamo ormai in una società talmente distaccata dalla realtà da non accorgerci di quello che realmente ci succede sotto i nostri nasi? Possibile che quella stessa attenzione che tutti noi dedichiamo a chattare, al postare foto e selfie, al voler piacere agli altri, non riusciamo a dedicarla a chi più di tutti ne avrebbe bisogno? A chi, in quanto sangue del nostro sangue, ne ha certamente maggiore diritto? Zvyagintsev non ci va leggero nella sua accusa e regala alla sua splendida protagonista Maryana Spivak almeno un paio di bellissimi, terrificanti monologhi in cui emerge tutta l‘insoddisfazione di una vita che ha alla base la nascita di un figlio mai veramente voluto. Ma questa coppia di genitori orribili, che nemmeno davanti alla possibilità della peggiore delle tragedie riesce a trovare la forza per riunirsi, siamo davvero tutti noi? (…) www.movieplayer.it, Luca Liguori

La scomparsa di Alyosha diventa per Andrey Zvyagintsev una metafora per una Russia che non ama i propri figli, che li divora sull‘altare di un‘affermazione egoistica adulta e congelata. Il tempo appare fermo e morto come il paesaggio e i personaggi che si muovono geometricamente nello spazio: come la ricerca dei volontari che avviene sempre con movimenti organizzati e gerarchizzati, linee rette e parallele nello spazio vuoto, sia interno che esterno. Una nazione che vive sulle macerie del proprio passato. Emblematica la sequenza nel palazzo diroccato in mezzo al bosco, dove si trova il covo che Alyosha condivide con il suo amico: appare un edificio in cui un tempo si potevano riunire le persone, con un auditorium (un teatro, un centro di cultura?). Le rovine del passato si protraggono con le notizie della radio o della televisione delle guerre in corso, sempre attraverso un schermo mediatico. L‘iterazione dei comportamenti della ―madre Russia‖ sono esplicitati dalla linea di sangue materna: così il pessimo rapporto di Zhenya con Alyosha perpetua quello di Zhenya con la propria madre. Il suo odio e il rimprovero verso la figlia è il medesimo della donna verso il figlio scomparso, fino a utilizzare le stesse parole. Sentimenti che allignano e vengono da lontano, in una solitudine sociale sistemica. Zhenya è ripresa spesso dietro a vetri delle finestre con lo sguardo lontano, così come Alyosha che guarda fuori dalla finestra della sua camera: lo schermo isola i personaggi dal mondo esterno, ripresa anche nel finale, dove il distacco dalle vicende del mondo esterno (e dal passato recente, personale e collettivo) è totale. www.ondacinema.it, Antonio Pettierre

febbraio 15 2018

Details

Date: 15 febbraio
Time: 15:30 - 20:30
Cost: 3€ - 5€
Categorie Evento: ,
Event Tags:,

Venue

Cinema Teatro Busnelli

via Dante 30 Dueville, Vicenza 36031 Italia

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Phone:

0444 040716

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Organizzatore

Dedalofurioso
Phone: 3457079215
Email: